Canada Goose Donna

La nascita del marchio Peuterey è innanzitutto una storia fatta di passione partita da un piccolo paesino in provincia di Lucca. Il marchio, in poco più di dieci anni ha conquistato un importante segmento del mercato italiano dei capispalla più sportivi e che da parecchie stagioni ha iniziato un percorso di internazionalizzazione.

Peuterey, fonda le sue radici nella necessità di un giubbotto funzionale, qualitativo e versatile ad ogni situazione, un capo che riesca ad accompagnarci in ogni nostro viaggio quotidiano. La storia e l’etimologia del nome, hanno da subito puntato in alto, il Brand Peuterey prende il proprio nome da una cresta del Monte Bianco, uno dei percorsi più aspri e particolari delle Alpi. Non è stato scelto in maniera casuale, Peuterey infatti, con i proprio giubbotti vuole evocare uno sapore di viaggio e scoperta, creare capi pratici, comodi, ma incredibilmente resistenti, con quella cura del particolare che da sempre è tipica del Made in Italy nel mondo.

inizialmente nelle risorse umane e poi sulla poltrona di Presidente di tutto il Gruppo Peuterey, l’azienda con il nome di una cima del Monte Bianco che – dalla sede principale di Altopascio in provincia di Lucca – produce e vende milioni di capi d’abbigliamento nel mondo. Una figura poliedrica quella di Francesca Lusini, che ha rielaborato tutte queste esperienze da quando, nel 2011, ha assunto la carica di Presidente. «Il giornalismo, anche se è stata una breve esperienza vissuta mentre studiavo all’università – spiega – rispecchia quelle caratteristiche di curiosità e voglia di approfondimento che sono un po’ caratteristiche mie personali e che mi porto dietro nel mio lavoro attuale. Altrettanto mi è servita la laurea in giurisprudenza, e di fatto il mio essere avvocato. Prima di tutto per l’approccio mentale che è del tutto logico e nella moda avere un approccio di questo tipo è abbastanza inconsueto, ma è necessario perché le aziende di questo settore non sono legate soltanto all’immagine e alla comunicazione, ma sono aziende a tutto tondo».

Oltre ad essere un’imprenditrice di successo, Francesca Lusini è una moglie e una mamma.

Si può dire che anche la sua vision aziendale abbia un approccio femminile?

«Direi di sì. Questa era un’azienda molto maschile da tutti i punti di vista e oggi un approccio femminile si nota, non tanto perché siano state assunte più donne che uomini, quanto per un discorso culturale. Più che parlare di parità infatti, che comunque è importante, preferisco parlare di meritocrazia, vale a dire che va avanti chi è più bravo a prescindere dal genere e questo è l’aspetto nuovo della nostra cultura aziendale. Poi è vero, e lo dico da donna, che per essere dichiarate brave abbiamo bisogno di dimostrare di più, ma questa purtroppo è una questione culturale, non riguarda solo la nostra azienda».